Il Trono di Spade 7×01 – Recensione

Trono di Spade 7x01 recensione
Trono di Spade 7x01 recensione

[Contiene Spoiler]

L’inverno è arrivato! Lo so. Chiunque abbia scritto due righe su questa serie ha messo sta cosa, ma oh, io davvero non ce la facevo più ad aspettare! Comunque tutti pronti con l’ansia a mille per poter finalmente cantare e gasarsi sulla sigla iniziale, e invece no: la puntata comincia con il simpatico faccione di Walder cuorgentile Frey che dovrebbe essere schiattato un anno fa; e allora tu pensi: “hanno sbagliato a mandare in onda l’episodio”, “no, ma forse è un flashback”, “boh, forse è la cena dove crepa il vecchio” e mentre ragioni tra te e te, quando Walder comincia a parlare di pecore e lupi, ti accorgi piano piano che l’inverno è arrivato davvero, e porcazozza ha sbattuto talmente forte le finestre di casa Frey che li ha fatti secchi tutti. Il nord non dimentica!

Insomma Arya ha indossato la faccia del vecchio – forse stando in piedi su una sedia, perché era alta – e ha vendicato la morte di Robb e famiglia avvenuta in quella stessa stanza alle nozze rosse. Il nord non dimentica manco per il cazzo.

Finalmente la sigla, e tu sei già appagato. L’episodio si chiama Dragonstone scritto da David Benioff e D.B. Weiss e diretto da Jeremy Podeswa, ma in fondo di queste cose chissenefrega.

Oltre la Barriera, l’esercito degli estranei cresce di numero e di altezza, ora hanno pure il gigante; e BranMeera arrivano alla porta del tunnel che conduce al Castello Nero. Edd che come ricorderete ora comanda i Guardiani della Notte, da buon padrone di casa scende a dare il benvenuto ai nuovi arrivati: “non sarete mica bruti?” no, perché ne hai fatti passare cinquantamila, vuoi vedè che cinquantamila e due mo ti infastidiscono? Comunque Bran, come sempre bello come il sole, lo convince a farli passare con un discorso che io l’avrei lasciato fuori, ma tant’è.

A Grande Inverno, Jon e Sansa cercano di organizzare le difese del nord. Diversi i punti di vista dei due con l’uno preoccupato per l’imminente arrivo degli estranei, e l’altra un po’ in ansia per le mosse di Cersei a sud. Diversi i punti di vista anche su se e come punire gli Umber e i Karstark per aver appoggiato Ramsay. Jon è un Re giusto, e i Re giusti qua non durano mai molto. Ma tanto qui nessuno dura mai molto. Sansa in ogni caso dice sempre cose sensate e mette al suo posto pure Ditocorto, che sarà pure corto ma per quanto è fastidioso, pare che sto dito ce l’hai…eh!? Non capisco perché Jon continui a zittirla, perché è vero che tu sei King in the North, ma scambiale due parole con questa prima delle riunioni di condominio. Comunque attenzione secondo me a un certo punto Sansa gli frega il trono del Nord al bastardo. Oppure quel trono datelo a Lyanna Mormont che come sempre like a boss!

Una lettera della dolce Cersei – probabilmente un prestampato perché sono tutte uguali: vieni a giurare fedeltà, lascia la corona bla bla bla – ci porta ad Approdo del Re. Alla Fortezza Rossa Cersei che è invecchiata un sacco e ha i capelli come Ringo Starr, si è fatta disegnare nel chiostro la mappa dei sette Regni. Jamie prima di avvicinarsi controlla che la sorella/fidanzata non abbia cinture esplosive di ampolle di altofuoco, e cerca di capire come Cersei voglia vincere questa guerra visto che tutti gli alleati che avevano sono esplosi. L’unica soluzione che ha trovato Cersei è la Flotta di Ferro guidata da Euron Greyjoy che sta andando lì per sposarla, lui, il Re delle Isole di Ferro, che si veste e si muove come Mika in concerto, si offre ma poi lei rifiuta.

La maestria della regia di Jeremy Podeswa si vede certamente con i primi piani ottimali per la narrazione introduttiva di questo episodio, ma in special modo nella sequenza e nel montaggio della Cittadella, dove Sam, entrato nell’Ordine dei Maestri serve a tavola e ritira dai vasi da notte la stessa sostanza marrone. I Grandi Maestri tengono i libri nella biblioteca legati con le catene come le penne all’ufficio postale, ma tengono le chiavi dell’area proibitissima sul comodino mentre dormono, così Sam dopo aver rischiato di far vomitare pure noi insieme a lui apre finalmente quel cancello, e scopre quello che sapevamo già, noi lui, e pure Stannis – figuratevi lo sapeva pure Stannis – che Roccia del Drago è costruita su una montagna di vetro di drago.

Un altro flash su Grande Inverno, giusto il tempo perché Sansa sfanculi Baelish e sottolinei che l’unica degna della sua fiducia è Brienne – che aveva appena subito l’ennesima molestia da Tormund – e siamo su un gruppo di soldati Lannister – tra questi Ed Sheehan – che offrono del cibo ad Arya, che con riluttanza accetta – mo li ammazzo tutti – e invece si rende conto che anche i Lannister hanno una famiglia, si siede con loro, chiacchiera e gli confessa che il suo viaggio ad Approdo del Re ha l’unico scopo di uccidere la Regina, loro ridono.

Il Mastino nelle Terre dei Fiumi con la Fratellanza senza vessilli, dimostra tutta la sua umanità in questa sequenza, quando si ferma, dove un tempo soggiornò con Arya, a casa del contadino con la figlia, vi ricordate? Insomma li trova in avanzato stato di decomposizione “non supereranno comunque l’inverno” così disse ad Arya allontanandosi dopo averli derubati, Ipse Dixit. Comunque Sandor Cucciolone Clegane prende una pala e scava una fossa ai due che erano morti in casa, e prova pure a recitare due preghiere. Le sue doti di veggente si manifestano anche quando invitato da Toros di Myr vede un sacco di cose nelle fiamme: il ghiaccio, la Barriera, il mare, gli Estranei, tante cose che ti aspetti che da un momento all’altro dica che non ci vede proprio un cazzo di niente e che li sta a piglià in giro, – ho scritto “in giro” e non “per il culo” perché dicono che spesso sono volgare – e invece pare che ste cose le vedesse davvero.

Si rivede anche Jorah l’Andalo, o almeno il suo braccio, rinchiuso in una delle celle della Cittadella non sembra preoccuparsi per il morbo grigio che ormai sembra divorarlo, ma chiede a Sam se la Regina è arrivata, e sappiamo tutti a quale Regina si riferisse.

Daenerys nata dalla tempesta, mette finalmente piede nel continente occidentale. Le scene ricche di Pathos, davvero emozionanti. Quando arriva davanti al portone di Roccia del Drago, protetto da queste enormi teste di drago, di fattura un po’ orientale, che ricordano i vecchi film di Bruce Lee, si ferma un attimo e sembra voler dire da un momento all’altro: “ma che è sta cafonata?”. E invece non dice una parola. Niente, manco un suono. Tutta la strada per arrivare al castello, le scale, i corridoi, il trono di vetro di drago, la sala grande dove Stannis ha messo incinta Melisandre. Una sequenza che dura sei minuti, in silenzio. Fino a quell’unica parola che tutti aspettiamo da mesi: “Iniziamo?”

Fine