The King of Fighters XIV – Recensione

The King of Fighters XIV - Recensione
The King of Fighters XIV - Recensione

SNK torna con il suo grande classico, The King of Fighters XIV per PS4.


Sembra strano a dirsi, ma negli anni 90 la grafica 3D nei videogiochi era considerata fantascienza. Gli Fps erano appena agli albori e internet andava ad una velocità imbarazzante, al punto che se volevi scaricarti un singolo mp3 potevano passare anche 15 minuti prima che il file fosse completato. Allora come facevano i gamer a sfogare la loro voglia di competizione videoludica? Molto semplice, si riempivano le tasche di monetine e raggiungevano la sala giochi più vicina pronti a sfidare chiunque avesse voglia di dimostrare la propria superiorità al gioco del momento.

È in questo scenario che nacque ed ebbe il suo massimo splendore il genere conosciuto come “picchiaduro”. All’epoca il mercato era dominato da due grandi case rivali, Capcom ed SNK. In poco più di 10 anni queste due software house produssero decine di  titoli fra nuove IP e sequel. Giochi talmente famosi da essere veri e proprie killer application per le allora console casalinghe a 16bit. Narra infatti la leggenda che fu proprio la conversione di Street Fighter II della Capcom su Super Nintendo a decretare la vittoria di vendite di quest’ultima sulla rivale Sega Mega Drive.

The King of Fighters XIV recensione
The King of Fighters XIV recensione

SKK dal canto suo, oltre ad avere una console dedicata il NEO GEO, cercava di affossare la casa rivale puntando sulla quantità, diversificando storia e personaggi e creandone sempre nuovi, fra le serie più famose è rivoluzionarie è doveroso ricordare Fatal Fury, Art of Fighting e Samurai Shodown. Le Ip erano molte e i combat system talmente diversificati che ad un certo punto ebbe una trovata geniale, fare un videogame dove tutti gli universi si incontrassero in un’unico grande torneo e lo chiamò The King of Fighters, era il 1994 e da quel momento il mondo dei picchiaduro non sarebbe più stato lo stesso.

Oggi, nel 2016, i videogame ad incontri sono stati soppiantati dagli Fps e dalla competizione online, pochi sono i titoli prodotti all’anno e poche le Ip sopravvissute al tempo. King of Fighters XIV è una di queste e dopo il singhiozzante debutto di Street Fighter V, SNK e chiamata a rinnovare la sfida con Capcom e farci scoprire se questa versione next gen per PS4 del suo picchiaduro più longevo e riuscito, sarà in grado di sbaragliare la concorrenza.

The King of Fighters XIV recensione
The King of Fighters XIV recensione

La trama base della modalità storia è molto semplice. Ogni anno viene indetto un torneo mondiale dove i più grandi lottatori di tutto il mondo si dividono in squadre di tre e si affrontano in scontri ad eliminazione diretta per decretare chi debba essere il team più forte e vincere il titolo di “Re dei lottatori”. Ammettiamolo, la storia è un po banalotta, ma via via che finirete il titolo con tutti i personaggi,  si arrichirà di particolari ed inaspettati intrecci che rendono il tutto parecchio godibile. Una cosa però è sicura, un  picchiaduro che si rispetti non si giudica certo dalla narrativa ma bensi dalla raffinatezza del suo combat system

Sotto questo punto di vista King of Fighters XIV è un vero gioiello, era difficile riuscire a trasmettere alle nuove generazioni la magia di questo tipo di giochi senza snaturare il titolo per i veterani. Eppure SNK ci è riuscita alla grande, proponendo un sistema totalmente scalabile dove anche un neofita può prodursi in combo e mosse spettacolari senza avvilire l’avversario più esperto che vincerà comunque ma con parecchio filo da torcere. Ogni concorrente ha a disposizione un suo set di mosse personalizzato ben strutturato fra prese schivate, colpi speciali e combo travolgenti. Avrete  diverse barre di energia da riempire durante i match che vi daranno la possibilità di attivare una modalità denominata MAX che oltre a potenziare i vostri colpi e aumentare vostra la velocità, vi darà la possibilità di eseguire mosse finali sempre più lunghe e devastanti fino alla SUPER MAX CLIMAX, in grado di togliere la metà della barra della vita avversaria con una sola tecnica, difficile ma di gran soddisfazione anche dal punto di vista coreografico.

Il roster è composto da ben 50 personaggi. Quando si hanno così tanti character a disposizione il bilanciamento della forza presenta sempre qualche limite, specialmente nel caso dei personaggi più lenti e di grande stazza, se proprio non potete rinunciare al vostro fighter del cuore sono però differenze che si colmano con poche ore di pratica.

Il caracther design è uno dei punti di forza di questo titolo, degno di un’anime di prima categoria c’è ne per tutti gusti, dal lottatore di capoeira all’ otaku cyborg “pazzo”, passando per pugili, ninja, militari, esperimenti genetici e chi più ne ha più ne metta. Due note di merito ulteriori sono, il nutrito numero di personaggi femminili dalle forme vertiginose, per gli incalliti amanti degli “ecchi” giapponesi  e la presenza  di altri che citano personalità del cinema, come  Choi Bounge che ricorda in tutto per tutto il Freddy Krueger di Nightmare, con tanto di cappello artigli e maglione a strisce, combattenti che potrebbero divertire e far sorridere anche chi non è avvezzo a questo tipo di gioco.

Il comparto online è completo e ben strutturato, con tutto quello che serve per sentirti veramente parte di un torneo reale in pieno svolgimento, partite classificate, stanze private e diverse modalità di scontro fra cui le serie, il survival match e il party game. Tutto questo contornato da statistiche personali e classifica mondiale.

E se non vi piace giocare in rete ci sono diverse missioni da completare fra cui survival, prova a tempo e prova di abilità sulle combo che oltre a farvi vincere trofei su trofei su PSN vi guideranno automaticamente in un’auto apprendimento del gioco che vi farà apprezzare il combat system in ogni minimo dettaglio.

Non possiamo certo definirlo di un titolo tripla A, come dicevamo prima il settore dei picchiaduro è decisamente in crisi e questo titolo non è certo stato realizzato con i “Big money”, questo si nota per tanti piccoli particolari, le scene finali della modalità storia ad esempio sono semplicemente sequenze  di schermate fisse sottotitolate e molti sfondi delle arene di gioco hanno veramente pochi elementi a caratterizzarle, tutte cose da migliorare, ma pensando al lavoro fatto sulla giocabilità e sulla volontà di darvi comunque tutto il necessario per poter competere al meglio con i vostri avversari, sono difetti totalmente risibili.

Un gioco da avere sullo scaffale e da supportare con un acquisto, per assaggiare un pezzo di storia attualizzato perfettamente alle esigenze del giocatore moderno e in grado di far rivivere le sensazioni di 30 anni fa al veterano. Uno di quei giochi dove vincere significa essere bravi e nessuno “shop” verrà in vostro aiuto per diventare più forti. Per una sensazione di gioco ancora più vintage consigliatissimo l’acquisto di un arcade stick ad 8 tasti e speriamo in una new age di questo genere di giochi.
SNK,  YOU WIN PERFECT!