Il Trono di Spade 7×02 – Recensione

Sei stagioni a di intrighi, segreti, strategie, sotterfugi e poi c’è Euron Greyjoi. La recensione de Il Trono di Spade 7, episodio 2.

Stromborn: si chiama così l’episodio. E da una tempesta che si abbatte su Roccia del drago, nasce questo nuovo capitolo della serie. Un episodio certamente diverso dal primo di questa stagione, e per certi versi più simile a quelli che hanno reso grande il gioco del trono. Netta la differenza nel cambio di sceneggiatura con Bryan Cogman che tira i fili a questo giro, e i dialoghi – quelli belli – che tornano protagonisti.

A Roccia del drago, si fanno piani di guerra. Ellaria, Lady Olenna e Yara vorrebbero che Daenerys attaccasse subito Approdo del Re, ma lei, sembra essere una sola mente con Tyrion. Il folletto è un ottimo stratega senza dubbio – ricordiamo che ha vinto la battaglia contro Stannis alle Acque nere – ed è lui, a dettare indicazioni sul da farsi. Dany dopo aver fatto sudare freddo Lord Varys – raramente il ragno tessitore si è trovato in tale difficoltà – chiude il discorso con lui con un dolcissimo “se mi tradirai ti brucerò vivo come faceva babbo”, spiega agli altri che pare brutto che un esercito straniero vada a conquistare la capitale, quindi ci andrà l’esercito di Dorne e ce li porterà la flotta di ferro. Intanto gli Immacolati e i Dothraki assedieranno Castel Granito, perché Tyrion la schifa poco la sorella. Olenna cerca di far vacillare la fiducia di Daenerys in Tyrion, ma la Khaleesi difficilmente non seguirà le indicazioni del folletto.

Facce vecchie prescelti nuovi: Melisandre si presenta a Roccia del drago. I presenti sottolineano subito, Varys in testa, che la donna rossa ci mette poco a passare da un prescelto a un altro: prima Stannis, poi Jon Snow ora Daenerys. Discorsi sulle traduzioni della profezia e si giunge alla conclusione che oltre a un principe potrebbe esserci una principessa, e così Lady Melisandre spinge la giovane Targaryen a incontrare Jon. Tyrion manda un corvo a Grande Inverno. Ad un certo punto Missandei va a trovare Verme Grigio che sta a partì per la guerra, e lui attacca un pippone sulla paura, lui è il più coraggioso di tutti bla bla bla. Una cosa lunga, ma davvero, per niente necessaria. Missandei per farlo stare zitto esce le prime tette della settima stagione e quindi tutto ok. Verme Grigio si arrangia come può.

Alla Cittadella l’Arcimaestro dice a Jorah che non c’è più niente da fare, il morbo è troppo esteso, e normalmente lo manderebbe a morire con gli uomini di pietra, ma siccome è un cavaliere gli concede un altro giorno. Jorah se non fosse un cavaliere probabilmente manderebbe anche lui da qualche parte l’Arcimaestro. Il giorno concesso a Jorah dovrebbe essere usato per il suicidio, ma comunque Sam ha una cura per il morbo grigio, che non si può assolutamente usare perché è pericolosissima. Addirittura il malato potrebbe morire, meglio che si suicidi. Sam spella vivo il povero Jorah, si, la scena fa schifo, ma se ad una morte tra atroci sofferenze, l’alternativa può essere mezz’ora di atroce sofferenza ed una crema idratante, no?

Ad Approdo del Re, Cercei cerca di convincere i Lord dell’altopiano con una serie di illazioni che lei è bella e Daenerys è una stronza. Il padre di Sam è l’unico che prova a sollevare dubbi, almeno fino a quando Jamie non gli offre un posto di rilievo nel nuovo organigramma societario. Qyburn ha la soluzione anche per i draghi: una grande balestra. Bah!?

A Grande Inverno, Jon comunica alla solita riunione di condominio di voler accettare l’invito di Tyrion ad incontrare Daenerys. Nessuno è d’accordo. Perché Jon è il Re del Nord, ma secondo loro appena apre bocca spara cazzate. La più agitata di tutti è Sansa e la discussione va più o meno così:
Sansa: non puoi andarci di persona, è una trappola, abbandoni la tua casa, abbandoni il tuo regno, abbandoni la tua gente, i bambini, pensa ai bambini.
Jon: ma lascio tutto in buone mani.
Sansa: quali Mani?
Jon: le tue!
Sansa: ah, ok. Secondo me pare brutto se non vai.

Jon prima di andare via, sbatte al muro Ditocorto che gli aveva detto di voler sbattere Sansa. Bene, perché Lord Petyr ci sta proprio sullo stomaco. Bene se non fosse che l’ultimo che l’ha messo al muro così è stato Ned Stark, ed è morto tre episodi dopo.

Nelle terre dei fiumi Arya ritrova Frittella. Perché al gioco del trono, o vinci o muori, o sei Frittella e te ne sbatti il cazzo. Comunque il simpatico ex compagno di viaggio di viaggio di Arya le dice che Jon è il Re del Nord – finalmente qualcuno che glielo dice – e Arya fregancazzo più della vendetta, torna a casa. Sulla strada per Grande Inverno viene attaccata da un branco di lupi guidati da un enorme metalupo: Nymeria. Il lupo decide di non mangiarla, ma non la segue come Arya le aveva chiesto. “Non sei tu” con queste parole rivolte al metalupo che si allontana la giovane Stark chiude la sequenza. “Non sei tu” un richiamo probabilmente al dialogo che Arya ebbe con il padre nella prima stagione. Ned le disse: “Sarai una Lady, sposerai un Lord di un grande castello e i tuoi figli saranno principi e principesse” la piccola rispose “non sono io”. O magari non era davvero Nymeria, non ci ho capito una mazza e mi sono commosso per niente.

Qui l’episodio diventa un incrocio tra Pirati dei Caraibi, Black Seals e Shining con la flotta di Euron che interrompe troppo presto una scena tra Ellaria e Yara. Quando cominci un po’ a sentire la mancanza di quello psicopatico di Ramsay Bolton, Euron si presenta sotto acido con la bava alla bocca e manca solo che urli: “Wendy, amore, sono a casa…”. Gli uomini di ferro di Euron sono più di ferro di quanto non siano quelli di Yara e fanno un macello. Le serpi delle sabbie, guerriere assetate di sangue e di vendetta per la morte del padre, muoiono come lucertoline catturate dai bambini e penzolano dei pennoni delle poche navi rimaste a galla. Corpo di mille balene! Le navi di Yara sono così tenere che si tagliano con un grissino. E a proposito di grissini tagliati: Theon. Ne vogliamo parlare? Si butta in mare lasciando la sorella nelle mani dello zio e così perde quel poco di virilità che gli era rimasta.

Euron ha il suo regalo di nozze per la Regina: Ellaria Sand, l’assassina di Mircella. Daenerys dovrà cavarsela senza buona parte delle sue navi, e forse dovrà fare tesoro dell’ammonimento fattole da Lady Tirell: “Sei un drago. Sii un drago!”