Game of Thrones 6×10 – Recensione

Game of Thrones 6x10 - Recensione
Game of Thrones 6x10 - Recensione

L’avete già detto ai vostri amici che non guardano Game of Thrones che cosa si perdono? Chiamateli e diteglielo di nuovo. The Wind of Winter, è un episodio straordinario. La prima stagione completamente staccata dai libri poteva essere un pericolo; e invece, ci ha regalato un livello altissimo, probabilmente con il miglior finale di stagione di sempre, forse il migliore che io abbia mai visto.

L’inverno è arrivato, alla fine gli Stark avevano ragione. Ad annunciarlo è il volo di un corvo bianco partito dalla Cittadella. Vorrei dirvi che il centro degli eventi di questo episodio è Approdo del Re, ma la verità, è che in ogni posto succede qualcosa che suscita un’emozione forte. Partiamo dalla capitale dove si apre la puntata: Fervono i preparativi per l’imminente processo a Cersei e Loras; Il cavaliere di fiori, o quel che ne rimane è estremamente arrendevole, confessa i suoi peccati e abbraccia il credo facendosi marchiare la fronte. Cersei invece, è estremamente tranquilla all’interno della Fortezza Rossa, ormai era chiaro già da qualche settimana che sarebbe successo qualcosa, e l’inquietudine di Margaery nel tempio conferma il sospetto. La Montagna fa la guardia al Re per non farlo uscire dalla stanza, che se ci fosse stato lui a tenere la porta invece di Hodor, i non morti col cazzo che passavano. Pycelle è il primo a lasciarci, non lo piangeremo, ma da quel momento è tutto un crescere fino all’esplosione dell’altofuoco. Margaery, Loras, Zio Kevan, il mastro di Alto Giardino che non mi ricordo come si chiama, l’Altro Passero con tutti i passerotti, i Sette Septon, Sansone, i filistei: una botta. Intanto Septa Unella è legata ad un tavolo stile bondage che fa capire il motivo del vestito nero di pelle che indossa Cersei; la regina entra ci fa due chiacchiere, gli offre due litri di vino e poi le presenta un nuovo compagno di giochi: Shame! La musica che accompagna tutta la sequenza si ferma sapientemente quando Tommen dopo aver guardato dalla finestra l’esplosione torna indietro per prendere un po’ di rincorsa, valorizzando ancora di più il momento in cui la profezia della zingara si compie e figli di Cersei muoiono tutti.

Game-of-Thrones-6x10---Recensione-Alle torri gemelle Walder Frey, è in vena di ricordi e si ricorda che da sempre tutti lo prendono per il culo; e lo racconta a Jamie, che poi lo prende per il culo.

A Grande Inverno arriva la resa dei conti per Melisandre: Davos la vorrebbe morta, ma Jon, a tutti gli effetti Lord di Grande Inverno la manda a Sud; Davos promette meraviglie se lei dovesse tornare, probabilmente non finirà qui.

A Dorne la Regina Ellaria, Lady Olenna e le dolci serpi giocano a burraco. Nuovi accordi tra Dorne e Alto Giardino, che hanno un nemico comune: i Lannister. La sorpresa è l’altro alleato, anche se un po’ ce lo aspettavamo: Varis. Non sapevamo se fosse partito per cercare l’aiuto dei Tyrell o fosse diretto a Dorne, due piccioni con una fava.

A Meereen, Daenerys sotto consiglio di Tyrion comunica a Daario che lui non la seguirà nel suo viaggio nel continente occidentale; lui non la prende benissimo. La Regina d’argento confida al suo consigliere che dicendo addio ad un uomo a cui credeva di tenere non ha provato nulla “non è il primo che ti ha amato, e non sarà l’ultimo” e ne siamo sicuri anche noi. Emozionante, davvero, – ho quasi pianto – il momento in cui Daenerys appunta sul petto del folletto la spilla del Primo Cavaliere.

Torniamo un attimo alle Torri Gemelle, dove Walder Frey si prepara per la cena. Però facciamo un passo con la memoria a qualche tempo fa, immediatamente dopo le nozze rosse, al Forte della Notte, Bran raccontò a Rickon e Osha una storia:
“Il Cuoco dei Topi aveva cucinato il figlio del re andalo in un grande stufato con carote, cipolle, funghi, tanto sale e pepe e abbondante pancetta affumicata, il tutto annaffiato da un robusto rosso dorniano. Dopo di che aveva servito lo stufato al padre, che ne aveva lodato il sapore, chiedendone una seconda porzione. Ma in seguito gli dèi avevano tramutato il cuoco in un mostruoso topo bianco, condannandolo a divorare la sua prole. Era da quell’epoca che il Cuoco dei Topi vagava per il Forte della Notte, nutrendosi dei propri figli, senza che la sua fame potesse mai placarsi. Non fu per il suo delitto che gli dèi lo maledissero, né per aver servito al re andalo lo stufato fatto con la carne del figlio. Qualsiasi uomo in fondo ha il diritto di vendicarsi. No, fu per aver assassinato un ospite sotto il proprio tetto. E questo gli dèi non lo possono perdonare” così fece Walder e il dio che l’ha punito è tra i più suscettibili, quello dai mille volti, e lo ha fatto con il volto di Arya Stark, che prima gli ha servito un pasticcio fatto con la carne dei suoi figli, nemmeno tritati troppo bene, e poi gli ha tagliato la gola.

Game of Thrones 6x10 - Recensione
Game of Thrones 6×10 – Recensione

Ditocorto vuole il Trono di Spade, questo si era capito fin da subito, ma nello stesso posto dove Cat comunicò a Ned la morte di Jon Arryn – l’evento che ha aperto una catena di situazioni che ci hanno portato ad oggi – dichiara a Sansa in stile Genni Savastano di Gomorra la sua volontà “staser me sento nu Ré, vuoi essere la mia reggina”; ma Sansa si scansa: prima delusione per Ditocorto.

Bran saluta Benjen e rimane solo con Meera, non cammina, sono senza cavallo in mezzo alla neve ma lui pensa che la cosa migliore da fare sia tornare nel passato. Alla Torre della Gioia gli eventi riprendono da dove li aveva interrotti il Corvo con tre occhi, Ned incontra Lyanna agonizzante, e finalmente arriva la conferma di una delle più controverse teorie: Jon è figlio di Lyanna e di Rhaegar Targaryen, fratello di Daenerys, ucciso da Robert Baratheon alla Battaglia del Tridente. Lyanna, in punto di morte, fa promettere a Ned di mantenere il segreto sulle origini di Jon – però caro Ned, almeno a Cat potevi dirlo – primo piano sul Jon bambino che stacca sul volto di Jon adulto, signori: Jon è figlio del ghiaccio e del fuoco! Non vi fa emozionare sta cosa?

Al Consiglio del Nord, Lord Royce fa il Salvini della situazione: “i Bruti non li vogliamo, aiutiamoli a casa loro” gli altri vogliono andarsene a casa, ma Lyanna Mormont ha come al solito le palle più grosse di tutti, gli fa un cazziatone e gli altri muti! Jon è proclamato Re del Nord, in una scena paurosamente uguale a quella in cui fu acclamato Robb, allora non finì bene, speriamo. Jon viene chiamato Lupo Bianco – Robb era il Giovane Lupo – ma il fatto che il nuovo Re abbia un metalupo bianco è solo un caso, il soprannome di Jon è dovuto al fatto che i bastardi non possono avere uno stemma uguale a quello della famiglia, ma avrà i colori invertiti rispetto a quello di Casa Stark, e quindi un metalupo bianco su sfondo grigio. Ditocorto si mangia il fegato.

Ad Approdo del Re, Cersei sta per essere nominata Regina dei Sette regni e protettrice del Reame, nonostante ci siano almeno 50 persone che avrebbero diritto al trono prima di lei, il primo è Gendry che non si sa che fine ha fatto. Jamie la guarda con lo stesso sguardo con cui guardò il Re folle prima di piantargli una lama nella schiena.

Game of Thrones 6x10 - Recensione
Game of Thrones 6×10 – Recensione

Siamo alla fine, e finalmente Daenerys è partita per Westeros. Un’infinità di navi tra le quali si scorgono oltre allo stemma Targaryen, quello dei Tyrell, quello dei Martell e quello dei Greyjoy. Ci aspetta un viaggio lungo almeno 10 mesi: quelli che servono per arrivare alla prossima stagione.