Game of Thrones 6×09 – Recensione

Game of Thrones 6x09 - Recensione
Game of Thrones 6x09 - Recensione

È arrivata finalmente la nona puntata: quella che tutti aspettiamo e temiamo, la penultima della stagione che fin dalla decapitazione di Ned Stark ogni anno ci regala morte e distruzione. Quest’anno non è stata da meno, anzi, come ci si aspettava, questo episodio ci ha regalato la più grande e cruenta battaglia che questa serie abbia mai visto. La regia, magistrale, è affidata non a caso a Miguel Sapochnik, quello che la scorsa stagione ci ha regalato la battaglia di Aspra Dimora.

L’episodio si apre, quasi inaspettatamente a Meereen dove Daenerys tornata al comando, riconosce a Tyrion, nonostante la citta assediata, il merito di aver nel frattempo mantenuto la pace in un posto dove tenere calmi gli animi facile non è; e si riprende facilmente quello che le spetta: tutto. A dire il vero troppo facilmente, convocati i tre padroni per discutere i termini della resa, ci fa due chiacchiere e una volta messo in chiaro che la resa di cui si discute non è la sua, Verme Grigio taglia la gola a due dei tre, e Daenerys scioglie i draghi; lei vola via sul dorso di Drogon e gli altri due richiamati dal ruggito del primo, si liberano dalle cripte come se le mura fossero fatte di burro – perché non prima visto che stanno lì da un anno? – i tre draghi volano sulla flotta dei padroni bruciandone una parte e Daario alla guida dei Dothraki, – si, è sembrato fuori luogo anche a me – arriva via terra per sterminare i Figli dell’Arpia che intanto stanno uccidendo gente a caso, e così, tutto torna in mano alla giovane Targaryen.

Game of Thrones è l’unica serie dove puoi vedere per la prima volta tre draghi che vanno in battaglia e non è il momento più spettacolare dell’episodio.

A battaglia finita Daenerys riceve la visita di Yara e Theon, il compromesso è che la Regina d’Argento acconsente al fatto che Yara rivendichi il Trono di Sale a patto che riconosca l’unità dei Sette Regni e lei come protettrice del Reame. Comandano le donne, Theon e Tyrion sono solo dei comprimari in una scena carica ammiccamenti e tensione erotica. Sale fremente l’attesa di una scena saffica tra le due. Tralasciando il fatto che Daenerys, scene lesbo o no, secondo noi dovrebbe darsi al porno, pare che le navi degli uomini di ferro sommate a quelle della flotta dei padroni siano appena sufficienti per trasportare Immacolati, Dothraki, Secondi Figli e chi più ne ha più ne metta nel continente occidentale; ma appena sufficienti significa che bastano, e siamo arrivati ad un punto dove sembra che la partenza non possa essere più rimandata.

Game of Thrones 6x09 - Recensione
Game of Thrones 6×09 – Recensione

È il momento di spostarsi al Nord: il primo incontro faccia a faccia o quasi tra Jon e Ramsay, bastardo contro bastardo. Jon propone un duello tra i due, ma Ramsay consapevole di avere i numeri dalla sua parte rifiuta: “Arrenditi e inginocchiati”; Jon con la sua solita espressività: “ma che stai a dì, moriremo tutti piuttosto”, e Ramsay sempre carinissimo: “il primo a morire sarà tuo fratello”; interviene Sansa: “come sappiamo che è tuo prigioniero?” Ramsay tira fuori la testa mozzata di Cagnaccio che a causa del Low Budget sembra poco più grande di quella di un Carlino “Cucitevela sugli stemmi”. Sansa, che riesce a cavalcare nonostante abbia i coglioni grossi come la testa di Wun Wun, chiude la scena dicendo: “domani morirai Lord Bolton, dormi bene” Applausi.

Gli Stark in tenda discutono di strategia, ma spiegare a Tormund la manovra a tenaglia è un po’ come spiegare la teoria della materia oscura. Sansa dice cose intelligenti, ma Jon non se la caga di striscio, Rickon passa da erede di Grande Inverno a Valar Morghulis, e Sansa decide che il fatto che oltre agli uomini al comando potrebbero arrivare i cavalieri ella Valle è un dettaglio poco significativo.

Davos cammina come fa sempre la notte prima della battaglia, e casualmente arriva proprio nel punto dove fu bruciata la figlia di Stannis: Melisandre dovrà spiegare.
Comincia la battaglia: croci infuocate ed eserciti schierati, Rickon al guinzaglio di Ramsay che lo libera ma comincia a tirargli frecce. Il fatto che il ragazzo non corra a zig zag esponendosi al tiro di Lord Bolton sembra una cosa stupida, ma conferisce estrema drammaticità alla scena. Rickon viene colpito a circa 30 centimetri dalla mano di Jon, dritto al cuore. Arcieri pronti e Jon – come aveva detto Sansa – fa quello che voleva Ramsay. Le prime frecce colpiscono il corpo esanime del piccolo Stark, così, tanto per gradire. Meravigliosa la regia, pochissime panoramiche e inquadrature strette sulla battaglia e sui corpi martoriati; la telecamera che segue Jon mentre uccide da solo un’infinità di persone e schiva i cavalli lanciati al galoppo, è qualcosa di straordinario. Fortissimi i riferimenti alle battaglie de Il Signore degli Anelli.

Game of Thrones 6x09 - Recensione
Game of Thrones 6×09 – Recensione

Comunque le cose si mettono male, ma raccontarvi una battaglia epica a parole è complicato. I Bolton accerchiano gli altri tra il muro di scudi e la montagna di cadaveri, ne muoiono altri, sembra finita ma si sente un corno, è Sansa con Ditocorto; i cavalieri della Valle camminano sui Bolton come non ci fossero e Ramsay da bravo codardo lascia i suoi a morire e si ritira nel castello. Wun Wun bussa al portone di Grande Inverno, trafitto da molte frecce, lo sfonda, ma cade in ginocchio e viene finito da Ramsay con un ultimo fatale colpo. Ramsay comincia a tirare frecce su Jon che protetto da uno scudo continua ad avanzare fino a stamparglielo sui denti; poi tutte le mazzate che Ramsay non ha preso da bambino, che le avesse prese prima oggi non saremmo a questo punto. Giù i vessilli con l’uomo scuoiato, e Grande Inverno è di nuovo sotto la protezione di casa Stark.

Ramsay è legato ad una sedia sanguinante. Sansa va a fargli visita “non puoi uccidermi, sono parte di te” sono parte di te, quattro parole che potrebbero confermare il terribile sospetto che Sansa porti in grembo un piccolo Ramsay. Ah, Ramsay è nel canile, l’avevo dimenticato, e i cani non mangiano da sette giorni. Come sapete bene, i cuccioli sono stati allevati a crocchette e carne umana. Ciao Ramsay. Sansa si allontana accennando dopo tantissimo tempo un sorriso, mentre si sente il rumore della carne di Ramsay che si strappa dalle ossa. Sipario.