Game of Thrones 6×01 – Recensione

Game of Thrones 6x01 recensione
Game of Thrones 6x01 recensione

[Contiene spoiler]

È ricominciato il Trono di Spade (Game of Thrones). L’evento attesissimo da tutti è finalmente arrivato; e ricomincia proprio da dove l’avevamo lasciato: con Jon Snow, disteso sanguinante nella neve. Al Castello Nero dormono tutti, tutto il circo fatto per uccidere il Lord Comandante non ha smosso nessuno di quelli che non hanno partecipato alla festa. E così Jon, è ancora lì, solo, ormai morto. L’unico che sembra inquieto è Spettro, che rinchiuso guaisce, e finalmente qualcuno, Davos, si degna di tirar fuori la testa dalla sua stanza. Alla vista del corpo esanime del Lord Comandante, non si scompone più di tanto, e invece di montare un casino, decide di chiudersi in una stanza con il cadavere e pochi uomini, senza nemmeno liberare la povera bestia, dando così il tempo a quel gentiluomo di Ser Alliser di portare dalla sua parte pure quei pochi Guardiani della notte ai quali Jon era ancora simpatico. Bussano alla porta, e chi è? Lady Melisandre. A questo punto, memori di quello che Thoros di Myr ha fatto più volte con Beric Dondarrion, ci aspetteremmo che lei riportasse in vita il nostro eroe, e invece no, la donna rossa – questo è anche il titolo dell’episodio – si limita solo a dire che nelle fiamme, lo aveva visto combattere sui bastioni di Grande Inverno, e se ne va.

Lasciamo un attimo la barriera e andiamo ad Approdo del Re, dove Cersei che ancora non si è tolta dalle orecchie la campana della vergogna, riceve un’altra batosta con l’arrivo del corpo della figlia. Niente scene disperate, anzi, molto composta la Regina spiega all’incestuoso fratello che lei, sapeva già che la ragazza sarebbe morta, in quanto da bambina la strega le aveva snocciolato la profezia “…d’oro le loro corone, d’oro i loro sudari.”

Intanto a Dorne: Ellaria cammina insieme a Doran ai Giardini dell’acqua; una famiglia felice fino a quando non arriva un messaggio, ed il Principe Doran non fa in tempo a dire “…Myrcella” che la dolce cognata lo accoltella. Quel bestione di Aero Hotah, abile guerriero sempre in compagnia della sua alabarda tutta tempestata di pietre preziose, si fa uccidere da Tyene come un qualsiasi pivello. E a proposito di pivelli, la storyline di Dorne non è mai stata da premio Oscar, ma stavolta hanno proprio toppato: magicamente le altre due serpi delle sabbie si teletrasportano sulla nave dove Trystan, che era partito insieme a Jamie e Myrcella – ma i due biondi sono già nella capitale – comunque, dicevo a proposito di pivelli, l’erede di Dorne sta dipingendo gli occhi sui sassi per la sua amata morta, quando arrivano le simpatiche cugine, lui capisce che non volevano porgergli le condoglianze, e loro gli chiedono gentilmente che delle due vuole che lo uccida; Trystan sceglie Nymeria e volge le spalle a Obara – tra le tre è la più carina e affabile – che lo colpisce con la lancia dietro la nuca.

Varys e Tyrion passeggiano per le strade di Meereen parlando del più e del meno, probabilmente Verme Grigio è con Missandei e gli Immacolati sono in ferie, perché i Figli dell’Arpia con comodo bruciano tutte le navi della flotta di Daenerys. Jorah e Daario invece cavalcano alla ricerca della Madre dei draghi, trovano resti di animale bruciati e poi Jorah come un rabdomante cammina fino al punto dove Dany ha lasciato cadere l’anello. Lei intanto è portata al cospetto di Khal Moro, il primo pensiero del Signore dei Cavalli è: stanotte ti faccio nera. Ma lei gli si presenta elencando tutti i suoi titoli in lingua dothraki con il chiaro intento di salvarsi la vita facendolo morire di noia, dopo un quarto d’ora di presentazione gli dice di essere la vedova di Khal Drogo. Khal Moro sobbalza a questa notizia, è vietato giacere con la vedova di un Khal; Daenerys appresa questa notizia tira un sospiro di sollievo, e approfitta per chiedere al nuovo amico di riportarla a Meereen, ma un’altra cosa che la nostra Khaleesi non sapeva è che le vedove dei Khal hanno una specie di circolo esclusivo a Vaes Dhotrak, l’unico posto dove possono andare, ed è lì, che Khal Moro la porterà.

Game of Thrones 6x01
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Incamminiamoci di nuovo verso nord, dove incontriamo quell’anima candida di Ramsay che piange la sua amica concubina, ricordando quando erano bambini e il tempo passato insieme, la forza e il coraggio di Myranda, l’unica a non aver mai avuto paura di lui; tutto molto commovente, fino a quando qualcuno gli chiede se vuole che gli venga scavata una fossa o preparata una pira, e lui: “bruciarla? Seppellirla? È carne buona, datela ai cani” un tesoro.

Sansa e Theon intanto fuggono con soldati e segugi dei Bolton sulle loro tracce. Le cose si mettono male, e Theon decide di sacrificarsi per permettere a Sansa di scappare: Scappa Sansa, scappa! Ma Sansa non scappa, non ci prova nemmeno, con la sua solita prontezza di riflessi, rimane ferma dentro questo tronco d’albero e si fa accerchiare; sta quasi per mettersi a piangere quando arriva Brienne e liquida quasi tutti gli assalitori. Quasi tutti, perché ad un certo punto Theon tira fuori quel poco che Ramsay non ha tagliato e salva Podrick uccidendo l’ultimo soldato di Bolton. Brienne a questo punto offre nuovamente la sua protezione a Sansa, lei stavolta accetta, e qui il momento è davvero commovente: Brienne inginocchiata nella neve e Sansa che cerca di ricordarsi le parole per accettare il giuramento. Tutto molto bello.

Game-of-Thrones-6x01Torniamo al Castello Nero, dove abbiamo lasciato Ser Davos a vegliare il corpo dell’ormai ex Lord Comandante: nel frattempo Ser Alliser ha bussato alla sua porta, dicendogli che se avesse lasciato il castello senza storie non gli sarebbe stato fatto alcun male, Davos lo prende chiaramente per i fondelli dicendogli di procurargli cibo per il viaggio, e manda Edd a chiedere l’aiuto dei bruti. Ma veniamo al colpo di scena, no, nessuna frase tipo “Jon Snow alzati e cammina” ma qualcosa forse di ancora più sconvolgente: Melisandre, visibilmente provata dagli ultimi avvenimenti, sembra quasi non credere più in se stessa, e nel Signore della luce, e fa la cosa che le riesce meglio, si spoglia. Mentre si guarda allo specchio si toglie la collana con il rubino e lo specchio restituisce l’immagine di una donna vecchia, ma molto vecchia. Che sia quello il suo vero aspetto? È la collana a farla apparire giovane e bella? In realtà in passato è già capitato che la sacerdotessa si togliesse la collana senza diventare una mummia.

Solo il tempo ci dirà come stanno veramente le cose. L’episodio finisce con la vecchia Melisandre che si mette a letto sotto le coperte, perché sarà anche la sacerdotessa del fuoco, ma l’inverno sta arrivando.

Una puntata, la prima della sesta stagione, introduttiva, come già era stato negli anni passati. Un viaggio da nord a sud attraverso i Sette Regni dove la fa da padrone la narrazione. Chiaro l’intento di riportare lo spettatore all’interno della storia come se la scorsa stagione fosse finita ieri. Una sceneggiatura solida, se vogliamo tralasciare Dorne, anche se con una regia abbastanza statica e piatta. Pochi e mirati colpi di scena, e quasi nessuna grossa novità; e come sempre l’ansia che comincia appena arrivano i titoli di coda di sapere quello che succederà nella prossima puntata.