DOOM – Recensione

Doom recensione
Doom recensione

Doom, il capostipite degli sparatutto in prima persona torna sui nostri dispositivi videoludici con uno dei migliori reboot di sempre.

Quando si parla di Doom non si parla semplicemente di un gioco che ha rivoluzionato il mondo dei videogame, ma di un brand storico fra i primi a rendere famoso un genere che ogni anno alimenta il mercato con incassi record, i First Person Shooter meglio conosciuti come FPS.

La sua prima incarnazione vide la luce nel lontano 1993, frutto della mente del geniale Jhon Romero, gia ideatore di Wolfenstain 3d e pubblicato dalla storica Id Software. Il titolo non solo rappresentava un’innovazione tecnologica con l’introduzione di un motore 3d poligonale per la gestione dei livelli, ma la notevole dose di violenza che permeava il titolo lo fecero diventare immediatamente popolare fra i gamer PC di tutto il mondo.

Si calcola che, solo nel 1997 la versione shareware raggiunse la cifra record di 15 milioni di giocatori attivi e tale era la sua popolarità da coniare il termine “alla DOOM” per identificare i titoli appartenenti a questo genere.

Dopo il seguito nel 1994 e svariati spin-off e conversioni per tutte le piattaforme, ci fu una lunga pausa fino al 2003 quando fu presentato DOOM 3, titolo che deluse molto le aspettative dei fan. La software house texana infatti decise, all’epoca, per un cambio di direzione del gameplay, orientandosi verso le meccaniche del survival horror che agganciò le nuove generazioni, ma deluse le aspettative dei fans di vecchia data generando non poco malcontento.

Da quel momento in poi, di ulteriori sequel,  si persero le tracce fino all 2011 quando venne annunciato che il previsto DOOM 4 sarebbe stato riscritto da zero con un motore grafico di ultima generazione e dopo la bellezza di 5 anni, finalmente siamo qui, a parlare di quello che potenzialmente potrebbe essere  uno dei migliori reboot dell’anno se non del decennio.

Doom - recensione
Doom – recensione

La storia di Doom si apre con noi incatenati ad un’altare di pietra ed alcuni demoni che si avvicinano con intenzioni poco amichevoli, dopo aver distrutto le solide catene con la sola forza delle braccia e aver fracassato il cranio del nemico più vicino a mani nude, ci ritroveremo ad impugnare una pistola con la quale crivellare di colpi i restanti nemici. DOOM comincia così, catapultandoci direttamente nell’azione più frenetica, senza mezzi termini ne lunghi tutorial introduttivi.

La vicenda narrata è molto semplice, gli esseri umani in cerca di nuove risorse energetiche si sono spinti fino al pianeta Marte dove hanno trovato non solo quello che cercavano, ma anche un portale demoniaco dal quale fuoriescono orde di mostri di tutte le taglie. Indovinate a chi toccherà il compito di prendere tutti a calci nel sedere e chiudere il suddetto portale? La trama certo non brilla di originalità ma, vi assicuro che è perfettamente funzionale al vero obbiettivo del gameplay, la distruzione totale e brutale di qualsiasi cosa si muova sullo schermo.

Per far questo avremo a disposizione un notevole arsenale, fucili a pompa, lanciamissili, mitragliatori, armi al plasma, ma non solo, gradito ritorno anche della motosega che, anche se con una carica limitata, sarà sempre disponibile per affettare ogni tipo di nemico che entrerà nel suo raggio d’azione. Fin qui tutto nella “norma” direte voi, ed invece i ragazzi di Id hanno arricchito la meccanica di base di nuovi elementi che la rendono veramente originale e coinvolgente.

Se pensate che basti sparare a casaccio per arrivare in fondo alla vostra avventura vi sbagliate di grosso, se da una parte, gli sviluppatori hanno pensato di eliminare la ricarica delle armi, tanto cara ai fan di Call of Duty, per aumentare la velocità e l’adrenalina dei combattimenti, dall’altra hanno limitato la quantità di munizioni presenti nelle mappe e spesso ci si ritrova a corto di munizioni proprio nelle fasi più concitate. Quindi? Siamo spacciati? Tutt’altro, esiste una particolare tecnica azionabile solo ed esclusivamente avvicinandosi ai demoni indeboliti dai nostri colpi che ci permetterà di ricaricare le nostre armi o la nostra salute, dando il via ad una sequenza di combo devastanti fra pugni e raffiche di mitra che difficilmente vedrete in altri titoli.

Le novità ci sono anche dal punto di vista delle gestione delle mappe, ogni singolo livello è gestito come una sorta di mini mondo, limitato da confini ma totalmente esplorabile, con zone segrete e sfide in stile open world che conferiscono premi e upgrade in caso di superamento.

Come se non bastasse, è stato inserito un sistema di crafting per armi ed armatura, che amplia di molto la nostre capacità offensive e difensive, dandoci la possibilità con l’avanzare delle missioni , di poter utilizzare caricatori più capienti, mirini di precisione, cadenza di fuoco migliorata, una maggiore resistenza ad urti ed esplosioni, dando quel tocco di RPG che impreziosisce un contesto già bello ricco.

La modalità Multiplayer se pur completa e profonda, potrebbe far storcere il naso ai puristi, è stato scelto infatti, in controtendenza con il passato ma in linea con il mercato odierno, di introdurre le classi per la modalità competitiva, limitando il numero di armi disponibili per ogni match, tuttavia l’implementazione di un’editor per creare e condivider le arene di gioco, rende questa modalità una delle più complete e profonde in circolazione.

Il comparto tecnico e a dir poco strabiliante, anche su PS4 il gioco gira a 60 Fps, contribuendo a tener altissima l’asticella dell’adrenalina in ogni fase dell’azione e i dettagli delle armi sono a dir poco meravigliosi, unico neo forse la scarsità poligonale di alcuni demoni non sempre al top ma funzionale a mantenere sempre un frame rate costante e velocissimo. Se siete fan della musica estrema troverete la colonna sonora veramente accattivante con pezzi che spaziano dall’Heavy Metal alla Dubstep più acida e degli effetti sonori veramente convincenti.

Doom è uno dei migliori FPS dell’anno e forse uno dei migliori reboot di sempre, tecnicamente convincente e dai contenuti veramente impressionanti, capace di onorare il suo glorioso passato innovando ed osando, con nuovi elementi che ne arricchiscono la formula di base senza snaturala. La trama un po’ scarna e l’azione di gioco a volte ripetitiva non scalfiscono un gameplay divertente, bilanciato e ricco di particolari. Le 13 ore che vi serviranno per completare la campagna, scorreranno senza che ve ne accorgiate e subito dopo non vedrete l’ora di rigiocarlo.

RASSEGNA PANORAMICA
Giudizio
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Alessandro Tagliabue
Designer e tecnico di post produzione cine--televisiva, appassionato di cinema, videogame e fumetti da quando ho memoria, ho anche una gran passione per la musica metal e punk hard core!